Pubblicato da: oitarentes su: novembre 5, 2011
Per la Nato si tratta di una vittoria che la rafforza perché «mai una campagna era stata iniziata così in fretta» e Obama dopo aver sottolineato che «ognuno dei 28 alleati ne è stato parte» riconosce a Sarkozy il merito di essere stato protagonista di una «leadership straordinaria» ed a testimoniarlo è il fatto che la Francia «ha contribuito a condurre il 90% delle missioni di combattimento».
Rivelare l’entità dell’impegno militare di Parigi è il colpo di scena con il quale Obama riconosce a Sarkozy di essersi guadagnato sul campo il ruolo di partner privilegiato dell’America nel sostegno alle transizioni in atto in Nordafrica e Medio Oriente.
La folla che sfida la pioggia battente ritma a più riprese «O-ba-ma» e «Ni-co-las» fino a sprigionare un boato di gioia quando l’ospite americano descrive la simbiosi fra nazioni: «Siamo società dove la diversità è considerata un elemento di forza e dove puoi diventare presidente anche se ti chiami Obama o Sarkozy perché ciò che ci accomuna è avere un unico credo» nei valori che per l’America sono «vita, libertà e perseguimento della felicità» e la Francia celebra come «liberté, egalité, fraternité».
Fonti diplomatiche di entrambi i Paesi affermano che «l’intesa sui passi da adottare è forte» e l’intento è di aumentare l’isolamento internazionale della Repubblica Islamica con nuove sanzioni «senza precedenti» destinate a un triplice intento: bloccare la corsa di Teheran verso l’arma atomica, punire le Guardie rivoluzionarie che hanno ordito il complotto contro l’ambasciatore saudita a Washington e impedire agli ayatollah di continuare a sostenere il regime siriano assediato dalle proteste.
Fonte:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/finestrasullamerica/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=2245&ID_sezione=58